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PSD: no a decreto salva-liste |
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Comunicato stampa
“Il Partito per gli Operatori della Sicurezza e della Difesa - PSD è categoricamente contrario al decreto "salva-liste" approvato dal Governo e sorprendentemente controfirmato dal Presidente della Repubblica” – Lo dichiarano Giuseppe Paradiso e Giorgio Carta, Segretario Politico e Presidente del PSD. “Cambiare norme giuridiche elettorali consolidate, ampiamente prestabilite ed uguali per tutti, al solo fine di sanare la svista occorsa ad una specifica parte politica è totalmente inaccettabile ed illiberale. Aggiustare le regole del gioco durante lo svolgimento della partita è quanto di più anti-democratico e dispotico possa fare un Governo. Nonostante il PSD annoveri un candidato che, da indipendente, concorre nelle file del centrodestra, sia nel Lazio che in Lombardia, gli operatori delle forze dell’ordine ed i militari iscritti allanostra formazione politica sono contrari a beneficiare degli effetti di tale decreto, in ossequio ai supremi principi di giustizia e di legalità che intendiamo salvaguardare, anche nell’ipotesi che ci danneggino. Le donne e gli uomini in uniforme non intendono restare spettatori inerti e vogliono gridare il loro disappunto davanti a tale palese sfregio alle regole del vivere democratico. Il PSD contesta la natura di “decreto interpretativo” assegnata al provvedimento in questione, atteso che esso non interpreta, ma innova le norme elettorali che si assumono violate, al solo fine di riammettere una specifica parte politica alle elezioni regionali. Siamo certi – concludono i rappresentanti del PSD - che i cittadini elettori non intendono essere usati come scudi umani, a protezione dell'abuso perpetrata nel loro nome e, solo dichiaratamente, a loro favore”. Condividi |
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Elezioni regionali, Paradiso (PSD): contrari all’ipotesi di un decreto salva liste |
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Comunicato stampa
Roma, 4 mar - “L’ipotesi attualmente allo studio del Governo per l’emanazione di un decreto che sani iure imperii gli eventuali vizi delle liste escluse nell’ambito delle elezioni regionali nel Lazio e nella Lombardia ci trova totalmente contrari". Lo afferma Giuseppe Paradiso, Segretario Nazionale del Partito per gli Operatori della Sicurezza e della Difesa (PSD). “Nonostante un nostro candidato concorra (come indipendente) nell’ambito degli schieramenti che fanno a capo a Renata Polverini e a Roberto Formigoni, non possiamo non ritenerci contrari all’ipotesi di un atto governativo che abbia l’effetto di sanare una violazione delle norme vigenti, poste a garanzia della collettività. Il PSD, quale rappresentante degli interessi di coloro che, Forze dell’ordine e militari, sono quotidianamente impiegati per fare rispettare le
regole, non può in alcun modo accettare una soluzione che deroghi – nemmeno a suo favore - a norme elettorali consolidate ed ampiamente note a tutti. Ovviamente, ci rimettiamo con fiducia alle eventuali diverse statuizioni dei giudici amministrativi che si pronunceranno al riguardo, ma nel rispetto della normativa vigente all’epoca delle vicende in esame”. "D'altra parte - conclude il Segretario del PSD - anche gli elettori del Pdl sono contrari e lo hanno dimostrato votando un sondaggio (frettolosamente fatto sparire dai webmaster berlusconiani) che vedeva ben il 97,9% dei votanti favorevoli al rispetto delle regole" Condividi |
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Sicurezza e Legalità: il PSD incontra l'europarlamentare Sonia Alfano |
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Comunicato stampa
Ieri, martedì 2 marzo, si è svolto a Palermo un incontro tra una delegazione del PSD e l’europarlamentare on. Sonia Alfano (IDV). Per il PSD siciliano hanno partecipato il Segretario regionale Vincenzo Mattina, il Segretario provinciale di Caltanissetta Danilo Giambra e il Delegato regionale per la Polizia penitenziaria Dimitrio Bonsignore. Per l’occasione era presente all’incontro anche il Segretario politico nazionale Giuseppe Paradiso.
Proficuo e cordiale, l’incontro è durato circa 30 minuti nel corso dei quali gli esponenti del PSD hanno illustrato all’on. Alfano innanzitutto le motivazioni che hanno spinto gli operatori del comparto Sicurezza e Difesa ad aggregarsi nella forma partito e, successivamente, gli interlocutori hanno riferito all’europarlamentare le gravissime carenze sociali, economiche e strutturali che attanagliano un comparto così delicato per la vita del Paese. L’on. Alfano ha dimostrato nel corso del colloquio una conoscenza vasta ed approfondita delle tematiche trattate, particolare che ha suscitato il plauso degli esponenti del PSD che hanno riscontrato da subito una forte sintonia con l’europarlamentare. Sicurezza, legalità, condizione sociale degli appartenenti alle Forze armate e alle Forze di polizia sono stati i principali argomenti di discussione a cui è seguita un’analisi delle principali “storture” di ordine politico e normativo alle quali bisogna necessariamente porre rimedio per ridare dignità e rispetto alle donne e agli uomini che servono lo Stato in uniforme.
L’on. Sonia Alfano al termine dell’incontro ha accettato di far parte dei “politici di riferimento” del Partito per gli Operatori della Sicurezza e della Difesa condividendo la sostanza degli scopi statutari della formazione politica e rendendosi disponibile ad aprire un “canale” collaborativo che gli esponenti del PSD hanno definito “determinante per il conseguimento degli obietti programmatici che il partito si è dato nell’interesse esclusivo della tutela della legalità e della giustizia, ideali spesso corrosi da un malcostume dilagante”. Condividi |
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Sicurezza e Difesa, PSD: propaganda politica per le regionali è un deja vu |
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Comunicato stampa
Roma, 25 feb- "La campagna elettorale è entrata nel vivo e siamo già alle prese con una propaganda che ha tutte le caratteristiche di uno sgradevole deja vu." Così Giuseppe Paradiso, Segretario politico del Partito per gli Operatori della Sicurezza e della Difesa. "Se ciò è vero per una moltitudine di categorie professionali - continua Paradiso - lo è sicuramente per il comparto Sicurezza e Difesa, i cui operatori sono sottoposti già da giorni a lusinghe e promesse da marinaio già viste nella precedente campagna elettorale." "Da quello che si apprende la Camera pochi giorni fa avrebbe impegnato il governo ad emanare una serie di iniziative legislative che dovrebbero soddisfare tutti i temi particolarmente cari al personale in uniforme (stabilizzazione del precariato militare, concessione del diritto sindacale ai militari, regolamentazione in materia di Commissioni di avanzamento al grado superiore, unificazioni dei ruoli per gli ufficiali, riordino delle cariere ecc)." "Ciò dimostra al di là di ogni ragionevole dubbio, che la maggioranza di governo - ma anche l'opposizione - ben conoscono i motivi di preoccupazioni del personale del comparto ma non si capisce perchè fino ad ora non sia stato fatto alcunchè per soddisfare le loro legittime aspettative che riposano in pace sotto forma di disegni di legge nei cassetti delle varie Commissioni in alcuni casi da decenni". "Noi del PSD diciamo basta alla protervia di un potere politico che ha messo alla berlina un intero comparto falcidiandolo con tagli al limite del decoro istituzionale" "Purtroppo per loro - conclude il segretario del PSD - si accorgeranno ben presto che le donne e gli uomini in uniforme hanno già tirato le somme e le loro scelte politiche daranno una civile lezione in termini di consenso a questa classe politica inaffidabile ed ingrata, che ha avuto la rara capacità di portare in piazza 30.000 poliziotti riuscendo ad unire nella protesta sigle sindacali distantissime per estrazione politica e culturale". |
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Conclusa a Roma la 1ª assise della Direzione Nazionale del PSD |
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Comunicato Stampa del 22 febbraio 2010
Roma 22 febbraio 2010 - Sabato scorso si è riunita per la prima volta la Direzione Nazionale del Partito per gli Operatori della Sicurezza e della Difesa (PSD) presieduta dal Segretario politico Giuseppe Paradiso con la partecipazione del Presidente Giorgio Carta e di tutti i segretari regionali e delegati nazionali. Per la prima volta, in un incontro che si può definire storico, i rappresentanti dell'intero comparto Sicurezza e Difesa (carabinieri, poliziotti, poliziotti penitenziari, marinai, avieri, soldati, forestali e guardie giurate) insieme ai rappresentanti delle associazioni civili, si sono ritrovati intenzionati ed uniti nel dare vita ad un programma politico comune che rappresenti nel panorama istituzionale, le istanze e le problematiche autentiche che affliggono le donne e gli uomini in uniforme. "L'esigenza di dare vita ad una nuova (ed inedita) formazione politica, - ha affermato Giuseppe Paradiso - scaturisce dalla comune consapevolezza che nessun partito finora ha saputo (né voluto) affrontare e risolvere compiutamente le numerose preoccupazioni che affliggono gli operatori del comparto, peraltro rappresentate a tutti i livelli". "Il mondo politico si muove su un piano completamente diverso da quello che noi rappresentiamo - ha continuato Paradiso - spesso attento più all'aspetto formale che a quello sostanziale. La nostra azione politica mira soprattutto ad eliminare sprechi, inefficienze e cattiva gestione del personale, aspetti poco conosciuti dal cittadino contribuente che non viene messo al corrente di come vengono spesi i suoi soldi, gestiti da una classe politica disattenta e poco informata anche per colpa di burocrati gallonati i cui interessi spesso non convergono con l'esigenza di una corretta amministrazione della cosa pubblica". "Prova di ciò è la recente denuncia che il partito ha fatto sulle decine di strutture carcerarie completate e abbandonate, notizia che era conosciuta solo dagli 'addetti ai lavori' che, per timore di ritorsioni disciplinari e in mancanza di organo politico come il nostro, non era mai trapelata". "Tutti noi conosciamo nel dettaglio gli aspetti meno edificanti del nostro lavoro, - ha detto Paradiso - ma non vogliamo fare del nostro partito un manganello mediatico da usare contro i palazzi della politica. Crediamo invece che con il nostro contributo qualificato si possa scrivere la parola fine su un sistema schizofrenico e propagandistico di gestire la complessa e vitale macchina del comparto Sicurezza e Difesa". "Siamo pronti, qualora sottovalutati o snobbati dall'attuale classe dirigente, a mettere in piazza i 'panni sporchi' che nessuno vorrebbe esporre, ma auspichiamo un clima di serena collaborazione nell'esclusivo interesse dei cittadini e del personale che rappresentiamo". "Siamo perfettamente consci inoltre - ha continuato Paradiso - che è vitale recuperare un rapporto di fiducia e collaborazione con la società civile, spesso incrinato dalle azioni poco commendevoli di alcuni operatori del comparto che con le loro azioni avventate hanno messo in cattiva luce l'intero operato di persone animate unicamente dal perseguimento del bene comune. Siamo allo stesso tempo pronti però a difendere strenuamente gli operatori del comparto che spesso sono vittime di un sistema politico-mediatico rendicontista e compiacente che più volte ha speculato volontariamente in termini di consenso elettorale su tale delicato settore." "Non cadremo nella trappola - ha sottolineato il segretario del PSD - di farci etichettare con un'appartenenza politica. Noi siamo in questo senso un partito 'eretico', pronti a riconoscere i frutti di una buona politica sia che essa provenga dall'uno o dall'altro schieramento ma con la stessa coerenza segnaleremo le storture, i dilettantismi e le strumentalizzazioni che danneggiano i nostri rappresentati". "Siamo un partito tenacemente aderente ai valori costituzionali che riteniamo sacri, perchè in essi sono codificati al meglio gli aspetti fondandi di un armonioso e civile sviluppo democratico della Nazione, ma siamo al tempo stesso consapevoli che buona parte della nostra Carta, quella che attiene ai diritti umani, civili e politici è stata brutalmente svillaneggiata da norme e regolamenti medioevali che vorrebbero ancora mettere la mordacchia ai servitori più fedeli dello Stato, quelli che vengono mandati spesso all'estero con l'etichetta di esportatori di pace e democrazia che però viene loro ipocritamente negata in Patria." "A chi ci chiede il motivo della costituzione di un partito politico per gli operatori del comparto Sicurezza e Difesa rispondiamo con un atto di estrema onestà che questa ci è parsa la via residuale, ma ormai maestra, per conseguire i nostri obiettivi statutari che qui voglio ricordare: 'Il PSD propugna la libertà, il rispetto, la giustizia sociale, il benessere, l’intercultura, la tolleranza, la libertà di opinione, di pensiero, religiosa e sessuale di tutti i cittadini e, in particolare, degli operatori del comparto Sicurezza e Difesa. Per il PSD, la difesa della libertà costituisce, insieme, fine e condizione per lo sviluppo democratico e libertario della società secondo il contributo positivo dato da ciascuno con il lavoro, con l’intelligenza e con l’iniziativa. Il PSD promuove la funzione essenziale del sindacato dei lavoratori della sicurezza e difesa, delle organizzazioni di volontariato e delle Associazioni." "Proprio su questo ultimo aspetto, quello che riguarda il sindacato, il PSD vuole lanciare un segnale rasserenante verso gli esponenti di un settore che riteniamo essenziale per lo sviluppo democratico del nostro Paese: il PSD non è alternativo ai sindacati o ai Cocer di Forza armata, ma complementare. Riteniamo infatti che una corretta e leale collaborazione con i sindacati di categoria sia fondamentale per raggiungere gli obiettivi che i nostri organismi si sono posti; insomma - ha dichiarato Paradiso - chi ha una tessera sindacale non ha nessun motivo di sostituirla con quella del PSD ma anzi consigliamo di tenersela ben stretta per non far morire una delle conquiste sociali del mondo del lavoro"."Le massiccie adesioni al nostro partito giunte da ogni regione d'Italia - ha concluso Paradiso - sono, al di là di facili propagandismi, il segnale più forte della fiducia e della speranza che gli operatori del comparto hanno riposto in noi, e ne avvertiamo tutto il peso e la responsabilità. Insieme a nostri iscritti costruiremo una nuova realtà, rispettosa delle istituzioni ma determinata a dare il doveroso risalto agli accorati appelli di una parte sana del Paese a cui tutti dobbiamo rispetto e riconoscenza." |
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