| L'Odg del governo per la "corretta interpretazione sistematica" della manovra è una bufala. Ecco il perchè |
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Roma, 23 lug - Ieri, a seguito della manifestazione del comparto Sicurezza e Difesa i cui operatori protestavano contro gli effetti nefasti della manovra finanziaria, abbiamo assistito ad una grottesca conferenza stampa dei ministri Maroni e La Russa i quali annunciavano agli astanti di aver trovato l'uovo di colombo per non scontentare le donne e gli uomini in divisa e nemmeno l'intransigente ministro Tremonti.Nel corso della conferenza stampa i rappresentanti dei dicasteri dell'Interno e della Difesa hanno sostanzialmente annunciato che il congelamento delle "indennità operative delle Forze armate, l'indennità pensionabile delle Forze di polizia, l'assegno funzionale e l'omogeneizzazione retributiva, gli incrementi stipendiali parametrali non connessi a promozioni, le indennità per trasferimento, missione e presenza qualificata in servizio'' devono considerarsi "non computabili ai fini del raggiungimento del tetto retributivo" previsto dalla finanziaria. Siamo al cospetto dell'ennesima bufala dal sapore propagandistico che aggiunge, oltre al danno, anche la beffa per coloro che i conti in tasca non solo sono capaci a farseli, ma sono in grado di farli anche ai due ministri protagonisti dell'ennesimo colpo di teatro. Prima di passare agli esempi concreti, un pò più consistenti di quello fatto da La Russa in conferenza stampa, occorre fare un'importante premessa. I 770 milioni previsti per il riordino delle carriere sono stati cancellati, spariti dall'orizzonte di chi sperava finalmente in un provvedimento che mettesse fine al marasma che si trascina da anni all'interno del comparto Sicurezza e Difesa, e questo di per sè costituisce un gravissimo danno che i solerti funzionari del ministero dell'Economia non hanno nessuna intenzione di correggere. Il blocco dei contratti, che alla fine durerà 5 anni, rimarrà con tutte le conseguenze e il danno economico per chi indossa una uniforme. Potremmo continuare elencando le altre misure contenute in finanziaria che avranno una ricaduta negativa sulle tasche degli operatori del comparto ma per adesso fermiamoci qui e passiamo agli esempi pratici che smontano la fantasiosa trovata pubblicitaria del duo La Russa-Maroni che pretendono di convincere militari, poliziotti e vigili del fuoco che con l'invarianza di bilancio si potranno comunque garantire i pagamenti delle indennità. Esempio 1: il maresciallo Rossi della Marina militare imbarca su una nave, proveniente da un incarico a terra nel quale era previsto percepisse l'indennità di base. Naturalmente l'indennità di imbarco è superiore a quella "di base" e questo porta inevitabilmente un aggravio per il bilancio della Difesa. Quando il maresciallo Rossi sbarcherà, ammesso che faccia ritorno esattamente al posto tabellare da cui proveniva, il suo stipendio non sarà più lo stesso perchè nel suo cedolino stipendiale, oltre l'indennità di base, spunterà anche la c.d. indennità di trascinamento dovuta agli anni di imbarco appena trascorsi. Quindi per le casse della Difesa, si tratterà comunque di corrispondere al maresciallo Rossi una cifra superiore a quella di partenza. La stessa cosa è accaduta al maresciallo di cui Rossi ha preso il posto sulla nave: il suo stipendio sarà aumentato proporzionalmente agli anni di imbarco effettuati fino al momento in cui il maresciallo Rossi ha preso il suo posto a bordo. Come fa La Russa a sostenere che a fine anno non si spenderà "un euro in più" rispetto al precedente se abbiamo visto che comunque la dinamicità stipendiale, dovuta all'impiego e all'anzianità di servizio, comportano maggiori esborsi? Esempio 2: il caporale Bianchi il 4 gennaio finalmente matura l'agognato assegno funzionale. Tale assegno, corrisposto al raggiungimento di una data anzianità di servizio, è destinato a subire aumenti al raggiungimento di precise anzianità di servizio maggiori. Se volessimo seguire il pittoresco esempio citato da La Russa, dovremmo disporre di un analogo caporale al quale improvvisamente, per ragioni imperscrutabili, non verrà più corrisposto l'assegno funzionale che, come abbiamo visto, non è legato a situazioni di impiego particolari ma al semplice scorrere del tempo. E quindi di nuovo la domanda si ripropone: come fa La Russa a sostenere che a fine anno non si spenderà "un euro in più" rispetto al precedente se abbiamo visto che comunque la dinamicità stipendiale, dovuta all'impiego e all'anzianità di servizio, comportano maggiori esborsi? Potremmo illustrare decine di questi esempi che dimostrano una sola cosa: l'invarianza di bilancio ("non aumentare di un solo euro il monte accessori" come ha dichiarato La Russa) è una chimera irragiungibile se si considera la dinamicità retributiva di ogni operatore del comparto Sicurezza e Difesa. La si può raggiungere solo ad una determinata condizione: congelare la corresponsione degli emolumenti accessori per un intero anno fino a quando non si ha la certezza, conti alla mano, che non si è sforato il c.d. tetto retributivo. In caso l'obiettivo fosse raggiunto, si potrebbero corrispondere "a conguaglio" le somme congelate per l'intero anno. Ma se i bilanci di fine anno dimostrassero che il tetto retributivo è stato superato, con quale criterio i ministri La Russa e Maroni disporrano a chi pagare le indennità e a chi no? Il ministero degli Interni e della Difesa proporranno di indire una riffa per sorteggiare gli sfigati ai quali non verrà corrisposto nulla? Mi sembra chiaro che con un tetto retributibo sopra la testa, non eliminato nè dal corpus della finanziaria nè dall'ordine del giorno del governo, non si riuscirà a garantire agli operatori della Sicurezza e della Difesa la corresponsione di indennità e funzioni, al massimo si potrà indire qualche conferenza stampa e raccontare balle spaziali. |