Partito Popolare Sicurezza e Difesa

Partito Popolare Sicurezza e Difesa
Il PSD raggiunge il primo obiettivo PDF Stampa E-mail
segretarioAbbiamo il piacere di informare i nostri iscritti che l'interrogazione prodotta dal PSD sulla mancata assegnazione della scorta ad un carabiniere in pericolo di vita ha raggiunto lo scopo; al militare è stato ufficialmente comunicato tramite via gerarchica che da ora in poi i suoi spostamenti dovuti alle frequenti convocazioni presso gli uffici della Procura di Palermo saranno protetti da una scorta armata. Ringraziamo naturalmente i deputati Giovanni Paladini e Ivan Rota, entrambi appartenenti all'Italia dei Valori, per aver appoggiato il PSD in questa sua prima iniziativa. Molte altre iniziative parlamentari sono in cantiere, tutte afferenti a problematiche che affliggono in maniera pressante gli operatori del comparto Sicurezza e Difesa.

Come ho già scritto, l'attività del partito anche se non immediatamente visibile, è incalzante e febbrile, mirata principalmente (ma non solo) al consolidamento della presenza dei nostri responsabili su tutto il territorio nazionale.

Colgo l'occasione per ringraziare ancora una volta tutti gli amici che si sono iscritti e che continuano ad iscriversi al partito dimostrando uno spirito collaborativo davvero ammirevole.

L'occasione mi è gradita per porgere a tutti voi i miei più affettuosi saluti,

Giuseppe Paradiso - Segretario politico

 
PSD, casi Sara Scazzi e Yara Gambirasio: ecco perchè i ritardi nei soccorsi PDF Stampa E-mail
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COMUNICATO STAMPA

Impegno del PSD per una proposta di legge sulla organizzazione, la formazione e la dotazione del personale di soccorso impiegato nella ricerca dei dispersi

Roma, 4 mar - I recenti fatti di cronaca sulle ricerche delle due adolescenti di Avetrana e Brembate, Sara Scazzi e Yara Gambirasio, hanno aperto numerosi interrogativi sull’operato delle unità di soccorso.

Quanti dei coordinatori delle varie forze, Sindaco compreso, hanno mai frequentato un corso di formazione per Direttori delle Ricerche? Quanti sanno che il 90% delle Unità Cinofile italiane (e quindi anche i cani impiegati a Brembate), per precisa direttiva del Dipartimento della Protezione Civile sono cani “molecolari” o a “cono d’odore”  addestrati per le ricerche dei vivi e non dei cadaveri?

Nella generale ricerca di un “colpevole”, media, opinione pubblica e classe politica attribuisco facilmente responsabilità a chi, per senso del dovere o spirito solidaristico, è in prima linea per la ricerca di poveri innocenti scomparsi. La consapevolezza che molte volte i “soccorsi” sono stati intempestivi, le ricerche superficiali e l’organizzazione non perfetta, deve far riflettere sulla necessità di un intervento legislativo per dotare il personale di risorse materiali, economiche e culturali adeguate alla gestione delle emergenze.


Il PSD – Partito Sicurezza e Difesa - , conoscendo le reali difficoltà in cui operano le unità di soccorso, intende  promuovere una proposta di legge, di concerto con le forze istituzionali e le associazioni, finalizzata a creare una seria politica nazionale per ricerca e soccorso di superficie, al pari delle regolamentazioni esistenti per il settore aereo, marittimo e montano. Si tratta di una proposta di legge che vuole dare risposte, dignità e risorse economiche ai volontari, alle Forze dell’Ordine e alla Protezione Civile, costrette a lavorare spesso in condizioni avverse, con i riflettori accesi e sotto enormi pressioni psicologiche.

Il PSD è convinto che la classe politica debba affrontare con decisione il problema della formazione del personale di soccorso e delle risorse economiche e materiali necessarie per raggiungere standard di efficacia e di efficienza nel salvataggio di vite umane, senza limitarsi ad una facile demagogia fatta di spot propagandistici e promesse di incentivi non mantenute. Se classe politica si fosse già presa cura dei suoi uomini, con formazione appropriata, tecnologie innovative e un coordinamento reale delle forze in campo, i fatti di cronaca, ad Avetrana come a Brembate, sarebbero forse potuti andare diversamente.

Il caso di Yara Gambirasio fa riflettere proprio sulla necessità di un nuovo approccio per la corretta gestione delle emergenze. A Brembate, le numerose unità delle Organizzazioni di Volontariato di Protezione Civile, del Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico, dei Vigili del Fuoco e delle Forze di Polizia, dopo mesi di ricerche non sono riuscite a ritrovare il corpo della giovane Yara. La ragione di ciò va ricercata principalmente nel non corretto coordinamento e impiego del personale.

Dott. Marco Filippi
Capo Dipartimento Affari Scientifici e Tecnologici
PSD – Partito Sicurezza e Difesa
 
Conclusa a Roma la 1ª assise della Direzione Nazionale del PSD PDF Stampa E-mail
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Comunicato Stampa del 22 febbraio 2010
foto-gruppo-PSDRoma 22 febbraio 2010 -   Sabato scorso si è riunita per la prima volta la Direzione Nazionale del Partito per gli Operatori della Sicurezza e della Difesa (PSD) presieduta dal Segretario politico Giuseppe Paradiso con la partecipazione del Presidente Giorgio Carta e di tutti i segretari regionali e delegati nazionali.

Per la prima volta, in un incontro che si può definire storico, i rappresentanti dell'intero comparto Sicurezza e Difesa (carabinieri, poliziotti, poliziotti penitenziari, marinai, avieri, soldati, forestali e guardie giurate) insieme ai rappresentanti delle associazioni civili, si sono ritrovati intenzionati ed uniti nel dare vita ad un programma politico comune che rappresenti nel panorama istituzionale, le istanze e le problematiche autentiche che affliggono le donne e gli uomini in uniforme.

"L'esigenza di dare vita ad una nuova (ed inedita) formazione politica, - ha affermato Giuseppe Paradiso - scaturisce dalla comune consapevolezza che nessun partito finora ha saputo (né voluto) affrontare e risolvere compiutamente le numerose preoccupazioni che affliggono gli operatori del comparto, peraltro rappresentate a tutti i livelli". "Il mondo politico si muove su un piano completamente diverso da quello che noi rappresentiamo - ha continuato Paradiso - spesso attento più  all'aspetto formale che a quello sostanziale. La nostra azione politica mira soprattutto ad eliminare sprechi, inefficienze e cattiva gestione del personale, aspetti poco conosciuti dal cittadino contribuente che non viene messo al corrente di come vengono spesi i suoi soldi, gestiti da una classe politica disattenta e poco informata anche per colpa di burocrati gallonati i cui interessi spesso non convergono con l'esigenza di una corretta amministrazione della cosa pubblica". "Prova di ciò è la recente denuncia che il partito ha fatto sulle decine di strutture carcerarie completate e abbandonate, notizia che era conosciuta solo dagli 'addetti ai lavori' che, per timore di ritorsioni disciplinari e in mancanza di organo politico come il nostro, non era mai trapelata". "Tutti noi conosciamo nel dettaglio gli aspetti meno edificanti del nostro lavoro, - ha detto Paradiso - ma non vogliamo fare del nostro partito un manganello mediatico da usare contro i palazzi della politica. Crediamo invece che con il nostro contributo qualificato si possa scrivere la parola fine su un sistema schizofrenico e propagandistico di gestire la complessa e vitale macchina del comparto Sicurezza e Difesa". "Siamo pronti, qualora sottovalutati o snobbati dall'attuale classe dirigente, a mettere in piazza i 'panni sporchi' che nessuno vorrebbe esporre, ma auspichiamo un clima di serena collaborazione nell'esclusivo interesse dei cittadini e del personale che rappresentiamo". "Siamo perfettamente consci inoltre - ha continuato Paradiso - che è vitale recuperare un rapporto di fiducia e collaborazione con la società civile, spesso incrinato dalle azioni poco commendevoli di alcuni operatori del comparto che con le loro azioni avventate hanno messo in cattiva luce l'intero operato di persone animate unicamente dal perseguimento del bene comune. Siamo allo stesso tempo pronti però a difendere strenuamente gli operatori del comparto che spesso sono vittime di un sistema politico-mediatico rendicontista e compiacente che più volte ha speculato volontariamente in termini di consenso elettorale su tale delicato settore." "Non cadremo nella trappola - ha sottolineato il segretario del PSD - di farci etichettare con un'appartenenza politica. Noi siamo in questo senso un partito 'eretico', pronti a riconoscere i frutti di una buona politica sia che essa provenga dall'uno o dall'altro schieramento ma con la stessa coerenza segnaleremo le storture, i dilettantismi e le strumentalizzazioni che danneggiano i nostri rappresentati". "Siamo un partito tenacemente aderente ai valori costituzionali che riteniamo sacri, perchè in essi sono codificati al meglio gli aspetti fondandi di un armonioso e civile sviluppo democratico della Nazione, ma siamo al tempo stesso consapevoli che buona parte della nostra Carta, quella che attiene ai diritti umani, civili e politici è stata brutalmente svillaneggiata da norme e regolamenti medioevali che vorrebbero ancora mettere la mordacchia ai servitori più fedeli dello Stato, quelli che vengono mandati spesso all'estero con l'etichetta di esportatori di pace e democrazia che però viene loro ipocritamente negata in Patria."

"A chi ci chiede il motivo della costituzione di un partito politico per gli operatori del comparto Sicurezza e Difesa rispondiamo con un atto di estrema onestà che questa ci è parsa la via residuale, ma ormai maestra, per conseguire i nostri obiettivi statutari che qui voglio ricordare: 'Il PSD propugna la libertà, il rispetto, la giustizia sociale, il benessere, l’intercultura, la tolleranza, la libertà di opinione, di pensiero, religiosa e sessuale di tutti i cittadini e, in particolare, degli operatori del comparto Sicurezza e Difesa. Per il  PSD,  la difesa della libertà costituisce, insieme, fine e condizione per lo sviluppo democratico e libertario della società secondo il contributo positivo dato da ciascuno con il lavoro, con l’intelligenza e con l’iniziativa. Il PSD promuove la funzione essenziale del sindacato dei lavoratori della sicurezza e difesa, delle organizzazioni di volontariato e delle Associazioni."

"Proprio su questo ultimo aspetto, quello che riguarda il sindacato, il PSD vuole lanciare un segnale rasserenante verso gli esponenti di un settore che riteniamo essenziale per lo sviluppo democratico del nostro Paese: il PSD non è alternativo ai sindacati o ai Cocer di Forza armata, ma complementare. Riteniamo infatti che una corretta e leale collaborazione con i sindacati di categoria sia fondamentale per raggiungere gli obiettivi che i nostri organismi si sono posti; insomma - ha dichiarato Paradiso - chi ha una tessera sindacale non ha nessun motivo di sostituirla con quella del PSD ma anzi consigliamo di tenersela ben stretta per non far morire una delle conquiste sociali del mondo del lavoro".


"Le massiccie adesioni al nostro partito giunte da ogni regione d'Italia - ha concluso Paradiso - sono, al di là di facili propagandismi, il segnale più forte della fiducia e della speranza che gli operatori del comparto hanno riposto in noi, e ne avvertiamo tutto il peso e la responsabilità. Insieme a nostri iscritti costruiremo una nuova realtà, rispettosa delle istituzioni ma determinata a dare il doveroso risalto agli accorati appelli di una parte sana del Paese a cui tutti dobbiamo rispetto e riconoscenza."
 
Carceri: braccialetti elettronici che costano un occhio PDF Stampa E-mail

guido-lanzo(di Guido Lanzo) Appena si parla di carceri sovraffollate, regolarmente spuntano fuori i famigerati braccialetti elettronici, il cui ausilio per svuotare le carceri è rimasto indegnamente ancorato alle false promesse di chi ne ha presentato il progetto. Ma i soldi no. Il capitale per finanziare il progetto alla Telecom è stato sborsato eccome, difatti dieci braccialetti ci costano circa 11 milioni di euro all’anno per un affare complessivo da 110 milioni di euro (la cifra è riferita al contratto di appalto Ministero Interno - Telecom per gestire 400 braccialetti per 10 anni ), neanche fossero tempestati di diamanti.Il business dei braccialetti nasce nel 2001 da un accordo di due illustri membri dell'allora governo Amato: l'ex ministro dell'Interno, Enzo Bianco, e l'ex Guardasigilli, Piero Fassino, oggi sindaco di Torino. Ma dei ben 400 dispositivi elettronici che il Viminale ha noleggiato dalla Telecom, solo 11 sono stati utilizzati. L’ennesimo spreco di risorse, dunque,  che lo Stato avrebbe potuto devolvere dignitosamente per il perfezionamento delle 40 strutture carcerarie completate e mai inaugurate, di cui abbiamo già ampliamente discusso.Oltre l’esoso ed improponibile costo dell’affare (per la Telecom, non certo per gli italiani), lo scarso utilizzo dei braccialetti hi tech ha permesso di appurare l’inaffidabilità dello strumento per gravi problemi di applicazione, per il necessario requisito di un domicilio certo, ma anche la facilità con cui disfarsi del farlocco (e costosissimo) congegno rendendosi irreperibili. Paradossalmente sarebbe uno strumento per guadagnare facilmente una via di fuga, anziché assicurare la detenzione domiciliare."Il 2011 ha decretato la scadenza del contratto decennale. Ma solo ora, in vista di un ipotetico rinnovo contrattuale, il governo torna fatalmente ad occuparsi dell’annosa questione del sovraffollamento carcerario, rispolverando l’utilizzo del braccialetto elettronico quale salatissima panacea per ovviare alla detenzione in cella".

 
L'impegno del PPSD per le Guardie Particolari Giurate PDF Stampa E-mail

Roma, 26 dic - (di Luca Roffinot) Un'altra Guardia particolare Giurata e' caduta mentre compiva il proprio dovere. Aveva solo 35 anni e si chiamava Francesco Malcore. Gli hanno sparato dritto in fronte per poche migliaia di euro ma lui, come molti suoi colleghi, di soldi ne guadagnava probabilmente pochi. Sono sole le Gurdie Giurate, di loro se ne parla solo quando scappa il morto, si sa poco o nulla del loro mestiere, della vita che fanno, delle responsabilità che vivono senza una qualifica adeguata, senza una preparazione dovuta a chi indossa una divisa e porta un'arma. Anche per questo è nato ed esiste il PPSD: per ricordare a tutti che nel tutelare e difendere il Comparto Sicurezza non ci siamo dimenticati di loro. Per questo ci battiamo per una proposta di legge che finalmente garantisca alle G.p.G. la preparazione dovuta e la giusta remunerazione.Vogliamo fortemente l'Albo Professionale che li qualifichi come veri e propri Operatori della Sicurezza. Perchè non siano divise di serie B. Il Partito Popolare Sicurezza e Difesa della Regione Lombardia esprime le più vive e sentite condoglianze alla famiglia e ai colleghi di Francesco Malcore, 35 anni, Guardia particolate Giurata della provincia di Taranto.

Luca Roffinot
Segr. Prov. PPSD Brescia, ex Guardia particolare Giurata

 


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