| Le risposte ai quesiti più frequenti |
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Un militare può iscriversi ad un partito politico? L’articolo 49 della Costituzione della Repubblica italiana sancisce il diritto di tutti i cittadini di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale. Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale.
Art. 98.Soltanto con apposita legge promulgata dal Parlamento si può limitare ai militari (ma anche ad altre categorie professionali) il diritto di iscriversi ai partiti politici. Tutto ciò è sancito dall'articolo 98 della Costituzione I pubblici impiegati sono al servizio esclusivo della Nazione.
Se sono membri del Parlamento, non possono conseguire promozioni se non per anzianità. Si possono con legge stabilire limitazioni al diritto d’iscriversi ai partiti politici per i magistrati, i militari di carriera in servizio attivo, i funzionari ed agenti di polizia, i rappresentanti diplomatici e consolari all’estero. Ebbene, da quando è in vigore la Costituzione della Repubblica mai nessuna legge è stata promulgata che vieti ai militari il diritto di iscrizione ai partiti politici. Tale diritto quindi, in mancanza di una specifica legge che lo limiti, è costituzionalmente garantito e tutelato, e nessuna norma di rango inferiore (che in verità non ci sono) può sovvertirla. Ma andiamo ad esaminare cosa dice in proposito il Codice dell'Ordinamento militare (Decreto Legislativo 66/2010), perchè anche in questo caso si sono cercate di spacciare per verità dei falsi clamorosi. Gli articoli del "Codice dell'Ordinamento militare" (che tra l'altro abroga la Legge 382 dell'11 luglio 1978) sui quali si incardina la regolamentazione dei militari alle attività politiche sono due: l'articolo 1350 (che stabilisce in quali occasioni il militare deve attenersi al regolamento) e l'articolo 1483 (Esercizio delle libertà in ambito politico). Ma andiamo con ordine e leggiamo attentamente cosa recita l'articolo 1350:
Art.1350, comma 2 Condizioni per la applicazione delle disposizioni in materia di disciplina 1. I militari sono tenuti all'osservanza delle norme sulla disciplina militare e sui limiti all'esercizio dei diritti, dal momento della incorporazione a quello della cessazione dal servizio attivo, ferma restando la disciplina dettata per il personale in congedo.
2. Le disposizioni in materia di disciplina militare, si applicano nei confronti dei militari che si trovino in una delle seguenti condizioni: a) svolgono attivita' di servizio; b) sono in luoghi militari o comunque destinati al servizio; c) indossano l'uniforme; d) si qualificano, in relazione ai compiti di servizio, come militari o si rivolgono ad altri militari in divisa o che si qualificano come tali. 3. Quando non ricorrono le suddette condizioni, i militari sono comunque tenuti all'osservanza delle disposizioni del codice e del regolamento che concernono i doveri attinenti al giuramento prestato, al grado, alla tutela del segreto e al dovuto riserbo sulle questioni militari, in conformita' alle vigenti disposizioni. ----- omissis ---- Appare evidente che il Codice dell'ordinamento militare non si applica per ogni attività della vita del cittadino-militare, ma soltanto quando si trova nelle condizioni specificate ai punti a), b), c) e d) (fatto salvo, ovviamente, i particolari obblighi derivanti dal giuramento e dalla tutela del segreto e del riserbo su questioni militari). Il punto d) in particolare specifica che quando un militare si qualifica come tale mentre sta svolgendo compiti di servizio, è sottoposto al regolamento di disciplina. Quindi non basta semplicemente qualificarsi come militare per essere sottoposto alla potestà del regolamento di disciplina, ma occorre che congiuntamente esso stia svolgendo dei compiti di servizio (si qualificano, in relazione a compiti di servizio....) L'articolo 1483 stabilsce in quali occasioni ai militari è vietato fare attività politica. Leggiamolo: Art. 1483 Esercizio delle libertà in ambito politico
2. Ai militari di cui all'articolo 1350, è fatto divieto di partecipare a riunioni e manifestazioni di partiti, associazioni, anche sindacali, e organizzazioni politiche, nonchè di svolgere propaganda a favore o contro partiti, associazioni, sindacati, organizzazioni politiche o candidati a elezioni politiche e amministrative. Da sottolineare come in nessuna parte del regolamento vi è un esplicito divieto all'iscrizione ai partiti politici, in osservanza agli articoli 49 e 98 della Costituzione citati all'inizio. L’ appartenente ad una Forza di Polizia può iscriversi ad a un partito politico? Può ricoprire incarichi all'interno di esso? Si. Gli appartenenti alle Forze di Polizia ben possono iscriversi ai Partiti Politici e, conseguentemente, ricoprire incarichi all’interno di essi. Ciò in quanto il divieto di iscrizione a partiti politici sancito per un solo anno dall’articolo 114 della legge di riforma n. 121 del 1° aprile 1981, è venuto meno in virtù della mancata conversione in legge del decreto legge del 3 maggio 1991 n. 41. (diritti sindacali). Al PSD possono iscriversi solo militari ed appartenenti alle Forze dell’ordine? Ovviamente NO. Il PSD è un partito fondato e in parte diretto da alcuni cittadini in divisa che hanno a cuore il benessere e l’avvenire di tutto il popolo italiano. Infatti il nostro programma politico si propone di dare una risposta concreta alle più importanti istanze che promanano dalla società: lavoro, economia, fisco, istruzione, energia ed ambiente, sicurezza e difesa, etc.
NO. Il PSD interloquisce con tutti i partiti e si riserva, tuttavia, di rendere pubblicamente noto quale schieramento, partito od esponente politico, a livello nazionale o locale, si sia attivato e abbia mostrato particolare sensibilità alle proposte dalla nostra formazione politica. Scopo precipuo del PSD, come di qualsiasi altro partito politico, è influenzare con le nostre proposte formulate con il programma, la politica nazionale. Peculiarità del PSD, rispetto ai partiti tradizionali, è quella di avere specifici dipartimenti di Corpo/Arma attraverso i quali far giungere ai centri legiferanti nazionali ed internazionali la condizione e le aspettative del comparto Sicurezza e Difesa, di tutelare, in qualsiasi forma, l’immagine, i diritti, le legittime aspettative morali, scoiali ed economiche dei più fedeli servitori dello Stato, intesi come singoli e come categoria; di favorire una nuova considerazione sociale degli operatori del settore; di favorire ed elevare l’elevazione culturale, morale e sociale dei cittadini in uniforme. Il PSD ha una propria rappresentanza parlamentare? Non ancora, ma attualmente il PSD veicola le proprie istanze legislative tramite taluni parlamentari, di tutti gli schieramenti, che hanno dichiarato di voler collaborare alla sua attività e concorrere alla realizzazione degli obbiettivi. I loro nominativi sono pubblici. |