Partito per gli Operatori della Sicurezza e della Difesa

Partito per gli Operatori della Sicurezza e della Difesa
Rimbocchiamoci le maniche e diamoci da fare PDF Stampa E-mail
sepolvere(di Giovanni Sepolvere )-  Cari amici, sono pienamente conscio del fatto che il periodo storico che stiamo attraversando sia di fondamentale importanza per tutti ,in quanto oggi si stanno tracciando le linee guida di quella che sarà la  società Italiana del futuro.
Diverse sono le dinamiche in corso ma la forte crisi economica ci porta ad alzare la testa e guardare avanti perché lo Stato come lo intendiamo  oggi non potrà non cambiare al fine della sua stessa sopravvivenza.
L’attuale soluzione politico economica è lo smantellamento dello Stato sociale e la divisione federale.
Lo Stato sociale va indubbiamente riformato ma non smantellato altrimenti non avrebbe senso quel contratto implicito tra le persone che è alla base  della convivenza civile.
Onestamente non sono contrario al federalismo se gioverà a tutte le Regioni e allo Stato stesso ma non sono certo che le attuali scelte politiche porteranno  ad un vero federalismo ma ad una soluzione “federal- Italiana “ che mi lascia tanto da pensare.
In tempo di crisi tutti siamo chiamati a contribuire chi economicamente, chi politicamente e visto che  non possiamo più accettare di  esser chiamati a contribuire solo economicamente è ora di dare una svolta ai nostri destini.
L’attuale classe politica, nella sua totalità , ha illuso tutti .
La destra ha cercato il consenso  usando slogan che possono ingannare solo chi non fa il nostro lavoro. Due esempi su tutti :Le Ronde e i Militari.
Il problema ronde non dovrebbe nemmeno esistere in quanto quando uno Stato  consente a dei privati cittadini di svolgere il “pattugliamento”  del territorio, vuol dire che ammette il suo fallimento nella politica di tutela di se stesso e dei cittadini; inoltre ogni appartenente alle FF.OO  è stato addestrato,  lo è tutt’ora, ad affrontare  le problematiche che si presentano ogni giorno in modo imparziale rispetto alle parti in causa poiché è solo la legge che ci dice come comportarci. Quindi mi chiedo:” Può  un gruppo di persone di svariata estrazione sociale svolgere con “preparazione e serenità” un compito, cioè quello del pattugliamento del territorio, così delicato?”. Non sottovalutiamo poi l’alta conflittualità sociale che si sta creando a seguito della profonda crisi economica, si scatenerebbe la caccia alle streghe costringendo gli appartenenti alle FF.OO a salvataggi in extremis.
Per quanto riguarda l’impiego dei militari sono critico in diversi modi:
In primo luogo non aiutano le FF.OO a svolgere al meglio il loro compito istituzionale in quanto ogni volta devono essere accompagnati da un operatore che, oltre a pensare alla propria sicurezza, deve badare anche alla loro .Ricordiamoci che non è con una pistola ed un manganello  che si crea un appartenente alle FF.OO.
Secondo, i Militari in servizio di pattugliamento costano allo Stato tanti soldi quindi perché non facciamo transitare una loro aliquota  nelle FF.OO  , tutto ciò al fine non solo di tutelarli ma anche per insegnargli un approccio alla sicurezza in senso “civile” dello Stato.
Terzo ed ultimo, con la riforma della leva non possiamo più pensare ai Militari come una sorta di riserva nazionale da impiegare in caso di emergenze quando accade qualcosa al di fuori dall’ordinario. Vi ricordate le forti nevicate a Milano  dove l’esercito è stato impegnato a spalare la neve?

Chi decide di fare il Militare oggi lo fa o per scelta o perché spera di transitare in un futuro nei nostri ruoli      ( lo sapete che economicamente non vi conviene. Vero?) ma in ogni caso i Militari sono depositari di una specificità che deve essere sfruttata in campo internazionale e non a spalare la neve; ovvio che se succede un cataclisma non si rifiuta la mano di nessuno ma la disorganizzazione di un Comune non la devono pagare tutti i cittadini e parte di una categoria di lavoratori che in situazioni di necessità è considerata manodopera a basso costo.
All’atto pratico l’utilizzo dei Militari  è utile solo a fare pubblicità “regresso” quindi se dobbiamo andare in giro a consumare benzina per fare pubblicità , con i tempi che corrono potremmo evitare degli sprechi;
Per quanto riguarda la sinistra sarò brevissimo posso solo dire che o la smette d’interrogarsi sull’opportunità di farsi portatrice dei valori di una categoria di lavoratori, perché è di questo che si tratta, o altrimenti fra qualche anno la troveremo in un qualsiasi museo di scienze naturali nella categoria fossili .  Interpretate come volete Pasolini ma quello che ha scritto sugli scontri tra studenti e la Polizia colpisce tutt’ora da entrambe le parti.
Per quanto riguarda Il centro sarò telegrafico. Il centro dovrebbe essere il catalizzatore di voti di un’ampia fascia di popolazione, che non si riconosce ne a destra ne a sinistra e che si riconosce soprattutto nei valori cristiani ma quello che noi oggi conosciamo come centro, può scagliare” la prima pietra?”
Queste critiche non vogliono assolutamente precludere nulla in quanto sappiamo tutti che la differenza la fanno sempre e solo le persone e non le ideologie.
Oggi sicuramente lo Stato ha la necessità di riformarsi e noi Italiani dobbiamo partecipare attivamente a questo processo di riforma.
Ecco perché ho aderito al Psd ,per fare la mia parte ma soprattutto perché credo che sia inimmaginabile che ai nostri giorni vi sia una vasta categoria di donne e uomini che prestano la loro opera nelle FF.OO e nelle FF.AA senza avere un’adeguata rappresentanza sindacale e politica.
Dobbiamo smettere di delegare agli altri ciò che spetta a noi , scendiamo in campo e giochiamo la nostra partita: primo per noi, in quanto categoria non rappresentata a livello politico e solo in parte a livello sindacale, ed in secondo luogo per la società civile poiché chi meglio di noi, che la sicurezza la pratichiamo e la “subiamo” ogni giorno, sa come difendere tutti .
Ricordatevi che il nostro partito è aperto al contributo di tutti civili e non,  in quanto  donne e uomini inseriti in un contesto sociale non immutabile che si chiama Italia ed anche se non volete impegnarvi attivamente nel PSD indubbiamente le vostre idee ed il vostro sostegno sono fondamentali per tutti noi.
Per quanto riguarda gli appartenenti alle FF.OO e FF.AA vi posso solo consigliare di studiare i  riferimenti di legge che vi permettono di iscrivervi e partecipare all’attività politica. Ricordatevi che il nostro è un lavoro al pari di tutti gli altri ed è disciplinato e regolamentato.
Per chiunque volesse informazioni o prendere contatti con la segreteria Lombarda mi raccomando lo faccia, noi siamo a vostra disposizione. Se non rispondiamo al telefono è perché stiamo lavorando. Nessuno di noi svolge attività d’ufficio ed è impiegato su tutti i quadranti notti comprese. Contattateci alle mail di riferimento che trovate sul sito  regionale Icon_External_Link; siamo anche presenti su facebook Icon_External_Link.
Concludo come ho iniziato:” RIMBOCCHIAMOCI LE MANICHE E DIAMOCI DA FARE”
 
Manovra, PSD: giù le mani dal comparto Sicurezza e Difesa PDF Stampa E-mail
logoPSDpiccolo
Partito per gli operatori della Sicurezza e della Difesa
Il Segretario politico


Roma, 31 maggio - Una cosa è ormai evidente di questa manovra, e cioè che si metteranno pesantemente le mani nelle tasche degli italiani, specialmente quelle di una parte: i dipendenti pubblici.

Sembra un secolo fa, ma sono passati solo pochi mesi da quando, in occasione delle elezioni regionali, la Camera impegnò il governo ad emanare una serie di iniziative legislative che avrebbero soddisfatto tutti i temi particolarmente cari al personale in uniforme (stabilizzazione del precariato militare, concessione del diritto sindacale ai militari, regolamentazione in materia di Commissioni di avanzamento al grado superiore, unificazioni dei ruoli per gli ufficiali, riordino delle cariere, reperimento dei fondi per lo straordinario, estensione dell'indennità di comando, ecc). Insomma una pacchia.

Sembra ancora più lontano, in termini politici, il tempo in cui questo governo sottoscriveva dei precisi impegni con il comparto Sicurezza e Difesa, quando alla vigila del varo del contratto integrativo (c.d. coda contrattuale) prometteva di riparare a numerosissime "sofferenze" giuridiche che attanagliavano il comparto (naturalmente tuttora esistenti).

Dei documenti sottoscritti dai vari membri del governo ovviamente esiste traccia (allegati a questo articolo) ma quello che più ci preoccupa è il terribile silenzio che circonda le sorti delle donne e degli uomini in uniforme specialmente in questi giorni dove tutti gli occhi sono puntati sul testo - o meglio, sulle bozze -  della manovra aggiuntiva .

Quello che sappiamo è che il ministro degli Interni durante il question time ha affermato che il blocco dei contratti non riguarderà il comparto Sicurezza. Il suo omologo alla Difesa invece di fare altrettanto si è eclissato e nessuno sa cosa succederà ai militari. In compenso il Capo di stato maggiore dell'Aeronautica manda email con l'intento di tranquillizzare il personale ma sembra sortire l'effetto opposto: "I provvedimenti incideranno anche nei confronti del comparto del pubblico impiego e, quindi, su istituti e norme che delineano la peculiarità delle Forze armate" si legge nel testo dell'email che aggiunge “intendo confermare che la specificità della condizione del militare è all'attenzione dei vertici della Forza armata e del dicastero ed è rappresentata nelle opportune sedi.”

Quindi, a leggere le parole del Capo di stato maggiore dell'A.M. pare di capire che i tagli incideranno eccome. La "specificità" metterà in salvo anche il comparto Difesa? Il Generale afferma che è "all'attenzione dei vertici della Forza armata e del dicastero". Ma come? Non era ormai un fatto assodato? Non si era già brindato a questo fantastico traguardo (sic!)? Sembra di no.

A giudicare dalle tante occasioni in cui il governo si è speso a sottoscrivere impegni senza mai mantenerli c'è poco di che star tranquilli. Non vogliamo fare gli allarmisti, non intendiamo avanzare supposizioni azzardate, ma analizziamo i fatti: sono spariti dal testo della manovra correttiva le norme che prevedevano l'eliminazione di alcune indennità e la compressione di altre, ed in materia di contratti si legge che "I rinnovi contrattuali del personale dipendente dalle pubbliche amministrazioni per il biennio 2008-2009 ed i miglioramenti economici del rimanente personale in regime di diritto pubblico per il medesimo biennio non possono, in ogni caso, determinare aumenti retributivi superiori al 3,2 per cento ma tale disposizione...... non si applica alle Forze di polizia ed ai Vigili del fuoco". Ma se leggiamo l'articolo 17 della manovra troviamo un accenno al personale di cui all’articolo 2, comma 2 e articolo 3 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 (magistrati ordinari, amministrativi e contabili, gli avvocati e procuratori dello Stato, il personale militare e delle Forze di polizia di Stato) che subiranno sostanziali tagli sulle risorse già previste per i rinnovi contrattuali.

Insomma è un vero caos. Ma quello che fa più paura è appunto questo. Nessuno dei membri del governo ha affermato che l'entità della manovra verrà ridotta, quindi se i tagli "quantitativamente" sono rimasti i medesimi ma le norme attuative che spiegano dove operarli (specialmente quelle che riguardano il personale in uniforme) sono sparite dai 54 articoli della manovra, questo ci autorizza a sospettare che il lavoro sporco verrà delegato ai rispettivi organi dirigenti del comparto Sicurezza e Difesa, magari mediante l'emanazione di circolari interne che incideranno sugli stipendi, ma lontano dai riflettori e quindi con un minor danno di immagine per la classe politica.

Al netto di tutto però resta un'evidenza difficilmente eliminabile con trucchetti da avanspettacolo: questo governo ha chiaramente operato una scelta di campo decidendo deliberatamente di far pagare i costi della crisi (sempre negata per lungo tempo) ai dipendenti pubblici che mandano avanti la complessa macchina dello Stato, dovendo peraltro sopportare un ministro che fa propaganda arrivando persino a proporre ridicole "faccine" per valutarne l'efficienza. Tra questi dipendenti pubblici ovviamente sono compresi anche gli operatori del comparto Sicurezza e Difesa che dopo essere stati buggerati con una norma-truffa chiamata "specificità" dovranno subire anche il danno di non vedersi riconosciuti gli enormi sacrifici che derivano dall'indossare un'uniforme che li espone, anzi li obbliga, a fronteggiare quei rischi dai quali gli altri lavoratori hanno tutto il diritto di sottrarsi, sia in Italia che all'estero.

Non mi sembra un caso che questa compagine governativa sia stata l'unica capace di portare in piazza 40.000 operatori del comparto Sicurezza (ai quali si sarebbero aggiunti anche quelli del comparto Difesa se solo fossero abolite le leggi discriminatorie che gli vietano persino di manifestare il dissenso) che protestavano contro riforme sociali e repressioni economiche mai attuate da nessun governo.

Fanno da osceno contraltare alla "manovra lacrime e sangue" le norme che hanno prodotto il cosiddetto "scudo fiscale", vale a dire la possibilità per taluni evasori di far rientrare capitali nel nostro Paese corrispondendo una tassa pari al solo 5%, che in questo frangente costituisce una offesa gravissima nei riguardi di chi le tasse le paga fino all’ultimo centesimo. I capitali cosiddetti “scudati”, pari a circa 100 miliardi euro, dovrebbero adesso essere gravati da una cedolare secca del 25%, che pur sommata al 5% già corrisposto, costituirebbe pur sempre un enorme sconto su quanto i lavoratori onesti sono chiamati a corrispondere (circa il 43% della loro base imponibile).

Noi del PSD crediamo quindi che sia giunto finalmente il momento di trasferire sul campo politico le giuste rivendicazioni dei cittadini e dei lavoratori tutti compresi quelli del comparto Sicurezza e Difesa al cui fianco ci batteremo sempre per riaffermare ed esaltare i valori costituzionali di equità, di giustizia e di legalità.

Le norme della Camera che impegnavano il Governo (in occasione delle recenti elezioni regionali)

Gli impegni assunti dal Governo in sede di concertazione della coda contrattuale

 
Il Convegno nazionale del PSD: sintesi della "due giorni" PDF Stampa E-mail
convegno-11Roma, 26 mag - Domenica scorsa si è svolto a Palermo, nella splendida cornice della sala convegni dell'Assemblea Regionale Siciliana situata nella ex chiesa SS. Elena e Costantino, il primo convegno nazionale del Partito per gli operatori della Sicurezza e della Difesa. Il convegno è stato organizzato insieme all'Associazione carabinieri in servizio "Pastrengo" il cui contributo è stato decisivo (in termini di partecipazione ed organizzazione) per la riuscita dell'importante manifestazione.

Prima di parlare dei lavori del convegno bisogna ricordare che nella giornata di sabato 22 si è svolta la riunione del direttivo nazionale del Partito al quale hanno partecipato Segretari e Delegati provenienti da tutto il territorio nazionale. La riunione, iniziata intorno alle 15 e protrattasi fino all'una di notte, ha permesso ai dirigenti del PSD di sottoscrivere importanti decisioni di natura tecnico-politica inerenti il futuro della nostra formazione politica adottando su talune questioni più importanti il metodo del voto a maggioranza. E' stata quindi confermata la "natura" del Partito che oltre ad avere una sua particolare vocazione sugli aspetti relativi gli operatori del comparto Sicurezza e Difesa non può rinunciare ad un suo impegno a tutto campo sulle principali questioni che riguardano a vario titolo la società civile nel suo complesso. Il partito quindi non è - e non è mai stato in verità - una sorta di "sindacato alternativo o surrogato", ma adotta l'azione politica come strumento irrinunciabile per la partecipazione dei cittadini all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese, in aderenza all'articolo 49 della Costituzione italiana che sancisce il diritto di tutti i cittadini ad associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale.

Il PSD inoltre si fa promotore di una incisiva azione culturale volta a "frantumare quella subcultura politico-sociale assorbita dagli operatori del comparto Sicurezza e Difesa in anni di isolamento" che li ha portati a credere che fosse loro vietata l'iscrizione ai partiti politici e quindi la loro partecipazione alle attività politiche del nostro Paese (vedi discorso di aperturta del Segretario politico del PSD, in allegato).

Nel corso della lunghissima riunione è stato inoltre approvato il programma politico del PSD che verrà presto reso pubblico.

Il Convegno
Numerosi sono stati gli intervenuti al convegno domenica 23 nel quale i relatori hanno prodotto interventi di altisissimo livello politico-culturale. Tra gli ospiti intervenuti anche personalità straniere, in particolare il presidente di Euromil Emmanuel Jacob e il Dr. Gerhard Ahlbrecht, osservatore designato dal DHWN (sindacato delle Forze armate federali tedesche) che hanno espresso vivo compiacimento per la serietà dell'azione politica del PSD e dei suoi iscritti. Nel corso del suo intervento Emmanuel Jacob ha portato a conoscenza dei partecipanti al convegno di una recentissima Raccomandazione del Consiglio d'Europa sui diritti umani dei membri delle Forze armate (Recommendation CM/Rec(2010)4, in allegato).

Di notevole interesse gli interventi dei relatori:

“Il Trattato di Velsen e la costituzione della Gendarmeria Europea (Eurogendorf). Quale futuro è riservato ai Carabinieri Italiani?” di Vincenzo Bonaccorso, Delegato nazionale per l'Arma dei Carabinieri; “Il malinteso senso della specificità” dell'avv. Giorgio Carta, Diritti fondamentali e ordinamento militare del Prof. Salvatore Curreri, solo per citarne alcuni.

Il risultato della "due giorni" palermitana è quindi da ritenersi di indubbio successo soprattutto se si considera la freschezza della nostra formazione politica che può vantare al suo attivo, sebbene nata da pochi mesi, una incisiva azione politica nata e sviluppata soprattutto grazie al generoso slancio e alla passione dei suoi iscritti.

Il Segretario nazionale del PSD ha nondimeno sottolineato che il Partito, specialmente in questa fase caratterizzata da una rapida espansione della propria struttura, "non è un lacrimatoio dove imbucare richieste di aiuto stando comodamente seduti in pantofole nella propria poltrona", ma pretende la partecipazione attiva di tutti coloro che vogliono concorrere ad un sostanziale miglioramento delle proprie condizioni di lavoro anche sul piano dei diritti civili e sociali, esortazione rivolta in particolar modo agli operatori del comparto Sicurezza e Difesa.

Di seguito pubblichiamo le Sensazioni di un “civile”, il titolo dell'email ricevuta dal PSD dopo la chiusura del convegno.

La sensazione che riesco a percepire, appena di ritorno dal Convegno del PSD tenutosi a Palermo, è indistinta.
Io, giovane “spina” tra operatori della sicurezza e militari di indubbio valore professionale e morale, adesso percepisco un maggiore senso di tranquillità e sollievo.
Incontrare queste persone dal profondo senso della legalità, mosse da una rara passione per il bene della collettività e dall’enorme senso del rispetto per le istituzioni dello Stato, mi ha consentito di vedere oltre quelle divise e quelle uniformi che molto spesso vengono ingiustamente guardate di traverso dalla società “civile”, soprattutto tra i più giovani.
Dietro quel muro di luoghi comuni che circonda l’operatore in uniforme, ho visto il coraggio di uomini pronti a sacrificare sé stessi in ragione del raggiungimento di un preciso ideale di giustizia e di eguaglianza.
Sapere che la sicurezza e la difesa di tutto il mio Paese è affidata a questi uomini non può che rendermi ancor più grato verso di loro e, allo stesso tempo, sollevato.
Uomini semplici ma dal grande rispetto verso la dignità della persona e dal grande senso dell’onore.
Uomini solidali, pronti a tendere la mano al più debole.
Ma non solo questo…
Con grande rammarico, ho altresì visto persone di cuore e di valori costrette a lottare, oltreché contro criminalità, anche contro un “fuoco amico” che le vorrebbe oppresse, silenziose e schiave.
Difensori della Costituzione e, per certi versi, volutamente tenuti al di fuori dall’ambito di applicazione dei diritti in essa garantiti.
Ma nonostante ciò, al Convegno del PSD ho percepito una sensazione più che positiva.
Lo spirito di costoro adesso è desto, rinnovato da una voglia di profondo cambiamento, ed ha già posto le prime pietre per la costruzione di qualcosa di importante e di storico per il nostro Paese.
In bocca al lupo ragazzi! Più forti voi…più forti noi.

Relazione del Segretario politico

Rappresentanza militare o "sindacato giallo" e la forma dell'acqua

Raccomandazione del Consiglio d'Europa

Diritti fondamentali e ordinamento militare

Galleria fotografica - clic per ingrandire

convegno-1tnb convegno-4tnb convegno-5tnb
convegno-6tnb convegno-7tnb convegno-8tnb
convegno-9tnb convegno-10tnb convegno-11tnb
convegno-12tnb convegno-13tnb convegno-14tnb
convegno-15tnb convegno-16tnb convegno-17tnb
convegno-18tnb convegno-19tnb
 
Manova correttiva, PSD: una dolorosa "sveglia" per gli operatori del comparto PDF Stampa E-mail
logoPSDpiccoloRoma, 25 mag - "Apprendo con vivo disappunto che la manovra correttiva operata dal governo dispiegherà i suoi effetti anche nei confronti delle donne e degli uomini appartenenti al comparto Sicurezza e Difesa". Sono le parole di Giuseppe Paradiso, segretario nazionale del Partito per gli operatori della Sicurezza e della Difesa. "Lo specchietto per le allodole costituito dalla cosiddetta 'specificità' che avrebbe dovuto mettere al riparo gli operatori del comparto dalle incursioni dello Stato nelle retribuzioni dei dipendenti pubblici - gli unici che si faranno carico in maniera pesantissima dei costi della crisi - si è rivelato per quello che è: una bufala colossale i cui nefasti effetti si vedranno solo tra qualche anno". "Non solo i criteri fondanti della 'specificità' sono stati sconfessati, ma come avevamo ampiamente previsto sono cominciate le grandi manovre volte a reprimere in maniera antidemocratica il dissenso".

Tagli alle indennità operative
"Indiscrezioni sempre più insistenti trapelate dai palazzi della Difesa, che ci auguriamo non abbiano nessun fondamento, preannunciano tagli alle indennità del 30% - come ad esempio la supercampagna - ed eliminazione delle indennità di comando (specialmente quelle percepite dai Sottufficiali) e dell'indennità di ausiliaria. Le conseguenze di tali 'ritocchi' - continua Paradiso - porteranno ad una decurtazione stipendiale di oltre 100 euro per i percettori di entrambe le indennità e di circa 50 euro per coloro i quali, e sono moltissimi, percepiscono l'indennità di supercampagna".

La chimera dei rinnovi contrattuali
"Se poi al danno economico causato dai tagli - incalza Paradiso - si aggiunge quello derivante dal mancato rinnovo contrattuale che si trascina vergognosamente da oltre due anni, possiamo tranquillamente affermare che gli operatori del comparto Sicurezza e Difesa hanno ricevuto da questo governo una dolorosa sveglia i cui effetti devastanti si ripercueteranno soprattutto a carico dei ruoli agenti e sovrintendenti sia delle forze di polizia che delle forze armate".

Necessità di un cambiamento di mentalità
"Credo che ormai sia chiaro a tutti che agli operatori del comparto Sicurezza e Difesa sia rimasto solo un interlocutore politico, il PSD. Il governo di centro destra che ammiccava alle donne e agli uomini in uniforme in campagna elettorale sta vigliaccamente infierendo contro di loro che pure hanno dato lustro al nostro Paese con il sangue dei caduti e con le brillanti operazioni contro la criminalità che hanno assicurato alla giustizia pericolosi latitanti". "I governi di centro sinistra, seppure si sono dimostrati più attenti ai bisogni economici dei nostri rappresentati - ricordiamo l'ultimo contratto di 123 euro lorde in media siglato dal governo Prodi - hanno però fallito nell'interpetazione del bisogno di rinnovamento sociale e democratico chiesto a gran voce soprattutto dal comparto Difesa, oppresso da leggi e regolamenti di stampo autoritario ai quali non si è voluto dare una svolta in senso democratico".

"La nostra marcia, alla quale giorno dopo giorno pervengono nuove adesioni, continuerà senza battute di arresto. Noi del PSD possiamo assicurare tutti che la nostra stella polare sarà sempre la carta costituzionale e i valori da essa scaturenti". "Così come ho ribadito domenica scorsa nel corso del nostro convegno nazionale di Palermo, le donne e gli uomini in uniforme ci vedranno sempre al loro fianco nelle battaglie civili e democratiche volte a ridare dignità agli operatori del comparto ma ad una sola condizione: il PSD non è un lacrimatoio dove imbucare richieste di aiuto stando comodamente seduti in pantofole nella propria poltrona; pretendiamo che coloro che si sentono traditi dalla politica di questo Stato, ingrato verso i propri più fedeli servitori, collaborino con il PSD in maniera fattiva e personale. E' giunta l'ora di mettere da parte le paure, gli sterili piagnistei, le resistenze, le indecisioni e gli individualismi che hanno polverizzato il senso di unità di coloro che servono in armi l'Italia. Solo se  troveranno la forza di collaborare con la nostra formazione politica potranno sperare in un reale cambiamento ormai atteso da troppi anni".
 
Il PSD incontra il presidente della Commissione Consiliare per la Sicurezza urbana del comune di Roma PDF Stampa E-mail
sartori-simbula
L'on. Sartori (a sinistra) e il Segr. regione Lazio Guglielmo Simbula
Roma, 19 mag - Il 14 Maggio presso gli uffici del Consiglio Comunale di Largo Lamberto Loria in Roma,  una delegazione del PSD Lazio ha incontrato l'on. Fabrizio Santori, presidente della Commissione Consiliare per la Sicurezza urbana  con il quale hanno discusso su importanti problematiche i cui effetti hanno ricadute significative sia in ambito sociale che nell'ambito del comparto Sicurezza e Difesa. All’incontro  hanno partecipato la dott.ssa Stefania Arduini, il Segretario PSD della regione Lazio Guglielmo Simbula, ed i Delegati nazionali del PSD Alessandro Nanni (Polizia di Stato)  e Giuseppe Miceli (Guardia di Finanza).

Il primo punto affrontato verteva su una segnalazione pervenuta dalla componente "Difesa" degli iscritti al PSD regione Lazio, che riguarda le mancate agevolazioni e le revisioni delle tasse scolastiche e dei  punteggi per  accedere alla scuola materna dei cittadini militari non residenti nel comune di Ciampino, ai quali viene applicata la tariffa massima sui servizi scolastici statali, rispetto ai cittadini residenti, senza tenere conto dell'I.S.E.E. . Il PSD ha fatto notare l'incongruenza delle delibere comunali che penalizzano il cittadino-militare che per motivi di servizio risiede a tempo determinato in un luogo diverso da dove ha fissato la propria residenza, soprattutto in considerazione del fatto che per altri servizi essenziali (fornitura di energia elettrica e gas) basta un semplice attestato di servizio rilasciato dal proprio comando per vedersi riconoscere dalle società erogatrici la "tariffa residente".

Sono stati affrontati inoltre numerosi altri temi: quelli relativi alle proposte per un edilizia agevolata per le forze dell’ordine,  la sicurezza stradale, l’aumento del  fenomeno del bullismo nelle scuole romane. Si è discusso su modelli alternativi di aggregazione sociale attuando anche  corsi per sensibilizzare i giovani  al senso civico. A tale scopo è stato proposto di creare un team itinerante, formato da psicologi, sociologi, giuristi, medici e forze dell’ordine, con lo scopo di informare i ragazzi sui pericoli derivanti dall’abuso di alcol e droga, ma anche dalle insidie più subdole, come la pedofilia e le cautele da usare nell'uso di internet.

Sul fronte della sicurezza pubblica, il PSD ha sollevato il problema della geolocalizzazione dei presidi delle forze dell’ordine, cercando la soluzione migliore per allocare i nuovi ottenendo una maggiore copertura del territorio migliorando e agevolando il rapporto con il cittadino.

”Tematiche così diverse e importanti”- ha affermato Santori – “da richiedere una modalità di lavoro specifica e ad hoc da attuarsi mediante la creazione di un formale tavolo di lavoro il quale, ancorchè non istituzionale, garantisca nel tempo, un analisi  specifica e dettagliata di  ogni situazione”.
Con le parole dell’on. Santori si è aperta formalmente una collaborazione “esterna” tra la commissione per la Sicurezza e il PSD,  con l'obiettivo comune di promuovere la legalità dando voce al cittadino creando una sinergia tra quest’ultimo e le istituzioni.
 
1° Convegno nazionale de PSD PDF Stampa E-mail
sala-convegnoCari amici, care amiche, il PSD ha il piacere di annunciare che il giorno 23 maggio prossimo è stato organizzato il 1° convegno nazionale. L'evento avrà luogo a Palermo, presso la sala convegni dell'ex chiesa SS. Elena e Costantino sita in Piazza Vittoria 22/23, ed inizierà alle ore 10:00. L'ingresso è gratuito e libero per chiunque volesse ascoltare e partecipare ai lavori. Di seguito il link per scaricare la brochure-invito del convegno.

Vi aspettiamo numerosi.

Brochure - Invito

 
Marina militare, CFI: la Marina evita lo scontro con il PSD e paga gli emolumenti PDF Stampa E-mail
Comunicato stampa
logoPSDpiccoloRoma, 5 mag - "Dai nostri iscritti abbiamo appreso che la Marina sta accreditando nei conti correnti bancari dei militari il compenso forfettario di impiego relativo agli ultimi tre mesi del 2009, inizialmente negato adducendo l'incapienza dei fondi". A dichiararlo è Giuseppe Paradiso, Segretario del Partito per gli Operatori della Sicurezza e della Difesa - PSD che aggiunge: "Sono particolarmente soddisfatto perchè sulla questione CFI abbiamo speso molte energie presentanto, tra le altre cose, anche un'interrogazione parlamentare. Evidentemente, le pressioni esercitate dal PSD anche attraverso la prospettazione di un ricorso collettivo al TAR, hanno indotto l'amministrazione militare a fare marcia indietro e ad aprire i cordoni della borsa, corrispondendo quanto dovuto per legge ai propri equipaggi. Il ricorso collettivo predisposto dal PSD sarebbe partito a giorni ed è un segnale positivo che la soluzione della vertenza sia stata assicurata a livello politico, anziché giudiziario". "Resta da capire - prosegue Paradiso - dove siano state reperite le risorse necessarie atteso che, con il radio messaggio di marzo, il Comando in Capo della Squadra Navale aveva dichiarato l'incapienza dei fondi sul capitolo CFI. Mi auguro che non abbiano 'svuotato' qualche altro capitolo inerente il benessere e il ristoro del personale, pertanto, continueremo a vigilare".
"Questa vicenda dimostra - incalza Paradiso - che gli Operatori del comparto uniti possono vincere e che senza una reale forza aggregante come il PSD, le legittime aspettative degli equipaggi sarebbero rimaste rimasti semplici 'mugugni' timorosi, come spesso avviene anche per altre importanti questioni. Il PSD non vuole diventare il 'lacrimatoio' per i pavidi in uniforme ma essere la casa politica dove finalmente gli operatori del comparto Sicurezza e Difesa assurgano al rango di protagonisti del loro destino collaborando lealmente con le rispettive amministrazioni per la soluzione delle tante preoccupazioni che tolgono loro la necessaria serenità per svolgere quei delicati compiti al servizio del cittadino."
"Naturalmente ci sono altri fronti che vedono impegnate le strutture del PSD come ad esempio le questioni riguardanti i rinnovi contrattuali (due consecutivi), che sono stati vergognosamente liquidati con i pochi spiccioli di che quella che viene definita in maniera orwelliana "indennità di vacanza contrattuale", senza dimenticare il riordino delle carriere.
"Sia chiaro - conclude Paradiso - che, sebbene la nostra azione sia stata coronata da una vittoria, questo non ci distrarrà dal vigilare e dal perseguire con determinazione i nostri importanti obiettivi statutari ed è per tale ragione che invitiamo tutti i cittadini in uniforme ma anche i semplici cittadini a cui stanno a cuore le questioni legate alla sicurezza e alla legalità, ad accostarsi con fiducia alla nostra formazione politica, perchè senza di essa continueranno ad essere soli ed indifesi contro le protervie dei potenti".
 


Pagina 2 di 6

Spot PSD

spot-PSD

PSD: un'altra politica è possibile...

spot2

Tu sei qui  : Home