Partito per gli Operatori della Sicurezza e della Difesa

Scorta negata a graduato Arma dei Carabinieri PDF Stampa E-mail

ATTO CAMERA

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/04796
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 241 del 29/10/2009
Firmatari
Primo firmatario: PALADINI GIOVANNI
Gruppo: ITALIA DEI VALORI
Data firma: 29/10/2009
Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatarioGruppoData firma
ROTA IVAN ITALIA DEI VALORI 29/10/2009
Destinatari
Ministero destinatario:
  • MINISTERO DELL'INTERNO
  • MINISTERO DELLA DIFESA
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-04796
presentata da
GIOVANNI PALADINI
giovedì 29 ottobre 2009, seduta n.241

PALADINI e ROTA. -
Al Ministro dell'interno, al Ministro della difesa.
- Per sapere - premesso che:

un graduato dell'Arma dei carabinieri, la cui identità va tenuta segreta per motivi di sicurezza, ma il cui codice identificativo di matricola personale è 85622-27-1973 CIP «295582jj», dal 1995 ha prestato servizio presso il nucleo operativo della compagnia di Palermo San Lorenzo svolgendo costantemente numerose indagini di polizia giudiziaria concernenti, prevalentemente, il traffico di stupefacenti all'interno del capoluogo siciliano, grazie alle quali l'Arma dei carabinieri sequestrava ingenti quantitativi di denaro e sostanze stupefacenti ed arrestava numerosi esponenti dell'organizzazione criminale «Cosa Nostra» (in particolare, vanno menzionate le operazioni denominate «Andrea», « Fax Money», «Pit Bull», «Ecstasy», «Vecchio», «Frurutta», «Freedom» e «Dream»);

in data 13 settembre 2004, una fonte confidenziale informava il sopra individuato graduato dell'Arma dell'intenzione, da parte dei capi della predetta organizzazione criminale, di rivolgere attacchi armati contro gli esponenti delle Forze dell'ordine che avessero intralciato, attraverso le loro attività investigative e/o repressive, lo spaccio degli stupefacenti nei quartieri di Palermo; ed invero in data 12 ottobre 2004, nel corso di una delle innumerevoli operazioni antidroga nel quartiere ZEN II, il progetto criminoso veniva perpetrato con l'esplosione di due colpi d'arma da fuoco che, solo per caso, non attingevano l'esponente dell'Arma dei carabinieri di cui trattasi;

il successivo 21 ottobre 2004, il militare veniva contattato dalla Polizia di Stato e cioè da un appartenente al commissariato Zisa di Palermo, il quale dopo aver chiesto delucidazioni in merito all'attentato del 12 ottobre, comunicava al carabiniere che proprio lui, unitamente ad un collega, era la vittima designata dei cecchini, a detta di fonti confidenziali attinte dalla Polizia di Stato;

il militare veniva convocato d'urgenza dal comandante di compagnia, Capitano Rodolfo Santovito, il quale, lo informava che anche il questore di Palermo aveva provveduto ad informare e segnalare al comando provinciale dei carabinieri la situazione di elevato rischio per la sua incolumità tant'è che in data 11 gennaio 2005, il militare veniva trasferito d'autorità presso un'altra regione d'Italia - con determinazione protocollo n. 295582/1 7-6 del comando generale dell'Arma dei carabinieri, I Reparto - SM - ufficio personale brigadieri appuntati e carabinieri - in considerazione del fondato rischio di «atti ritorsivi nei confronti del militare e dei suoi familiari»;

al militare ed ai suoi familiari, dal compimento di tali atti ritorsivi ad oggi, non è mai stata assegnata alcuna misura di protezione nonostante lo stesso venisse più volte citato quale testimone dinnanzi alle competenti autorità giudiziarie siciliane investite dei procedimenti penali in riferimento ai quali il carabiniere aveva indagato e proceduto e nonostante ne avesse fatto più volte espressa richiesta alla regione Carabinieri Campania ed alla Regione carabinieri Sicilia;

in nessun caso gli è stata riconosciuta l'invocata tutela e a tutt'oggi si pretende che egli si rechi a Palermo sfornito di qualsiasi protezione nonostante il militare, per le funzioni esercitate, sia soggetto a «comprovati pericoli o minacce, potenziali o attuali, nella persona propria o dei propri familiari, di natura terroristica o correlati al crimine organizzato, al traffico di sostanze stupefacenti» ai sensi e per gli effetti dell'articolo 1, del decreto legge 6 maggio 2002, n. 83; vieppiù il medesimo militare è ancora citato come testimone a Palermo per il prossimo 29 ottobre 2009, ed ha già rappresentato all'Amministrazione il proprio malessere nel presentarsi in tribunale in ragione del fatto che non gli è stata assicurata alcuna misura di tutela o protezione, avendo lo stesso già formulato analogo rifiuto di presentazione in riferimento all'udienza fissata per il 25 giugno 2009, per il medesimo processo, con il semplice risultato di vedere rinviata l'escussione della testimonianza, a tutto vantaggio degli imputati che vedono così accrescere la possibilità di far dichiarare prescritti i relativi procedimenti -:

se i Ministri interrogati ognuno per le rispettive competenze, intendano adottare gli opportuni ed urgenti provvedimenti di tutela e/o protezione del militare;

se quali iniziative o provvedimenti intendano adottare nei confronti di coloro che, omettendo la dovuta attenzione e non segnalando il caso agli organi competenti, hanno determinato l'inutile esposizione a rischio del testimone e dei suoi familiari;

se e quali iniziative o provvedimenti si intendano adottare per tutti gli appartenenti alle Forze dell'ordine che si trovino nella medesima condizione. (4-04796)
 

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